





CENNI GEOGRAFICI.
Acicatena si trova in provincia di Catania, dista da essa 18 Km., e sorge in una zona collinare litoranea a 170 m. sopra il livello del mare. Essa confina a nord con S. Venerina, a est con Acireale, a sud con S.Gregorio, e ad ovest con Trecastagni. Il paese è posizionato sulle pendici sud-orientali dell'Etna, ai piedi di un ripiano lavico.
CENNI STORICI.
In origine il paese era chiamato Contrada delle Scarpi, per la presenza di numerosi calzolai; fu chiamato in seguito Acicatena, in onore alla Madonna della Catena. Il paese è stato abitato fin dalla preistoria, grazie a diverse testimonianze ritrovate attraverso scavi, ed il centro attuale nacque verso il XVI secolo. Nel 475 a.c. furono divise delle contrade a siracusani e greci, e dopo numerose ribellioni, gli antichi possessori, sotto Ducezio, batterono siracusani ed etnei. Durante la divisione delle Aci, Acicatena fu sicuramente quella che ne trasse maggior beneficio, infatti essa superò tutti gli altri quartieri per i suoi edifici, la popolazione, e i suoi uomini illustri. Nel XVII secolo, al principe D. Stefano successe il figlio D. Luigi I, che si proponeva di sanare le rivalità tra i quartieri. Ma proprio sotto il suo governo, alla fine del XVII secolo vi fu un'immane catastrofe, che portò alla decadenza delle più fiorenti città dell'isola e alla morte di centinaia di uomini. Nel XVIII secolo si estinse la famiglia Riggio, ed arrivarono i baroni, in seguito cacciati via da Ferdinando I che abolì il servaggio baronale.Nel XIX secolo ci furono degli scontri tra Acicatena e Aci S. Antonio, in occasione della elezione del rappresentate al Parlamento siculo, a causa di una serie di errori, e alla fine il Parlamento decise a favore di Acicatena.Dopo il terremoto del XIX secolo il paese fu sotterrato, con la distruzione di palazzi, chiese, e conventi.Dopo qualche anno, fu stabilito un decreto di separazione tra i quartieri di Acicatena e Aci S. Antonio in due Comuni autonomi. In seguito si sviluppò una terribile epidemia colerica, ed i carbonari ne approfittarono per diffondere la notizia che quel morbo velenoso era stato diffuso dai Borboni, allo scopo di sterminare gli abitanti. Essi così decisero di ribellarsi, si armarono, e verso la metà del XIX secolo costituirono un Comitato provvisorio di pubblica sicurezza, il quale mandò a Catania degli uomini per combattere il Borbone. Ma una volta giunto in Sicilia l'esercito borbonico, il clima non era più lo stesso, il popolo non aveva più quell'entusiasmo iniziale, la guardia nazionale era notevolmente indisciplinata, e i comitati in disaccordo. Fu così che l'esercito regio, condotto dal generale Filangeri Principe di Satriano, marciò alla volta di Catania che cadde nel fuoco dei Borboni.
ITINERARIO TURISTICO E CULTURALE DI ACI CATENA
Il nostro itinerario turistico e culturale della città di Aci Catena potrebbe cominciare dalla chiesa di S. Giuseppe che si trova all'interno del Collegio delle Suore della Divina Provvidenza . La chiesa, costruita nel 1887 , è molto piccola ma simmetrica e proporzionata .In via Vittorio Emanuele, che rappresenta l'asse stradale principale dell'intera città, potete visitare le bellezze architettoniche più importanti. Uno dei palazzi più interessanti è quello della famiglia Spoto , con il prospetto decorato da colonne ioniche in pietra dorata. Molto suggestiva è la bella chiesa di Santa Lucia, con la facciata di colore chiaro su cui si trovano il portale e il finestrone in pietra lavica. All'interno della chiesa trovate uno splendido tetto ligneo decorato con motivi floreali. Gli affreschi intorno al Crocifisso della cappella della chiesa e il dipinto rappresentate l'Ultima Cena e le tele con l'Immacolata tra i Santi Anna e Gioacchino e la Trinità con San Michele Arcangelo sono opera di Pietro Paolo Vasta. Il figlio maggiore del Vasta, Alessandro, ha dipinto alcune storie bibliche ed evangeliche come nella scena con Mosè che mostra agli Israeliti le Tavole della Legge. Santa Lucia è anche la patrona di Acicatena e le viene dedicata una festa il 13 dicembre. Accanto alla chiesa si trova la via Sanità, che conserva l'antica pietra che segnava il confine con il territorio di Acireale. Proseguendo si giunge nella grande piazza principale, Piazza Umberto, centro della vita sociale e commerciale.Al centro della piazza potete amirare la gradinata del convento di Sant'Antonio di Padova dei Frati Minori del 1700 , oggi trasformato in sede del Municipio.La chiesa, dedicata a Sant'Antonio di Padova, custodisce alcune tele di Giacinto Platania e di Pietro Paolo Vasta, e un Crocifisso di frà Umile da Petralia. Nel chiostro del convento potete ammirare gli affreschi che furono realizzati dal pittore Giovanni Lo Coco che riproducono le storie del Santo di Assisi. Nei locali del convento è stata costruita la Biblioteca che custodisce preziosi libri stampati prima del 1500. Le pareti sulle quali si appoggiamo le eleganti librerie antiche sono abbellite da un affresco del Lo Coco che narra l'episodio evangelico di Cristo in casa di Simone il Fariseo con la donna pentita che unge i piedi del Salvatore e le asciuga, poi, con i propri capelli.
La centralissima via Candela, abbellita da piante ornamentali e arredata con comode panchine, è diventata uno dei luoghi di ritrovo più interessanti di Acicatena; alcuni pittori hanno voluto raccontare, utilizzando la lunga tela di pietre e intonaco, le vicende gioiose e drammatiche della storia cittadina. Sulle mura di questa via potete ammirare dei murales che raccontano le vicende gioiose e drammatiche della storia di Aci Catena. Tra le scene rappresentate, alcune narrano le fatiche e il lavoro dei campi, altre rappresentano la bellezza dei limoni verdelli riposti dentro grandi ceste di vimini, altre riproducono gli angoli più suggestivi del paesaggio. Spostandoci nell'antico quartiere di San Giacomo troviamo le chiese di San Giacomo e quella di Santa Maria del Sangue. Secondo alcuni racconti, nel 1723 una immagine della Madonna del Carmelo lacrimò sangue. Per questo motivo si decise di costruire in questa zona la chiesetta di Santa Maria del Sangue che è divenuta meta di molti pellegrinaggi. La piccola chiesa di San Giacomo, serrata è stata completamente distrutta dal terremoto del 1693 e fu ricostruita pochi anni dopo. Nel centro storico della città troviamo due tra i monumenti più importanti e ricchi di storia: la Chiesa Madre di Santa Maria della Catena e il Palazzo Riggio. La Matrice di Acicatena è un edificio a tre navate costruito alla fine del XVI secolo e poi ampliato nella prima metà del '600. Il prospetto della Chiesa Madre è sproporzionaro, con la torre dell'orologio e la cella della campana alla sinistra del portale centrale. L'interno, a tre navate decorate, custodisce l'immagine della Madonna della Catena, un affresco del 1500 restaurato recentemente. Sotto la mensa dell'altare maggiore potete ammirare l'elegante urna, chiusa da cristalli, che custodisce il corpo di San Candido martire. Sempre all'interno della chiesa si trova l'ampolla con il suo sangue, che veniva esposta il giorno della sua festa la prima domenica di settembre.Il Palazzo Riggio, con la sua chiesa privata, oggi purtroppo è in stato di abbandono, le ultime testimonianze del passato sono qualche volta dipinta, il pavimento delle sale, i quadri e affreschi della Cappella opera di Paolo Vasta e le stupende figure rappresentati mitologia o soggetti sacri. Inoltre si conservano ancora, intatte, le condutture che convogliavano la preziosa acqua piovana. Il piccolo e funzionale lavatoio è un capolavoro dell'artigianato artistico siciliano: decorato da una conchiglia di pietra, è rivestito con mattonelle azzurre e bianche di ceramica. Tra i tanti locali del palazzo, oggi sfortunatamente scomparsi, c'erano quelli utilizzati come stalle per i cavalli e come depositi per i prodotti alimentari. Da visitare anche il Palazzo ottocentesco della antica famiglia Tropea decorato con preziosi intagli di pietra. Sulla facciata spicca lo stemma nobiliare. Da ammirare infine è la chiesa di San Giuseppe, vero gioiello architettonico di Acicatena. L'edificio, a pianta ottagonale, si trova tra palme giganti, giardini di aranci e di limoni. Il portale di ingresso è di stile rinascimentale. In alto potete ammirare le due torri campanarie laterali che inquadrano, al centro, l'ampia cupola chiusa da un'elegante lanterna. Nel complesso la chiesa di San Giuseppe si è un insieme di stili differenti, classico nella facciata, orientale nelle cupolette dei campanili e barocco nella scalinata di accesso.
TURISMO E TEMPO LIBERO AD ACI CATENA.
Il paese di Aci Catena è molto interessante da visitare sia per il settore turistico e culturale , sia per trascorrere in modo spensierato il vostro tempo libero. Nel paese vi sono numerose botteghe artigiane e di prodotti tipici della zona dove potete comprare qualche souvenir o qualche particolare prodotto di Aci Catena. Per quanto riguarda il settore turistico esso nella città è in via di sviluppo .
Tra le manifestazioni vi segnaliamo la Sagra del Limone Verdello, dedicata al migliore prodotto del limone . Le principali feste religiose sono quella della Madonna della Catena, l'11 gennaio e il 15 agosto; quella di San Filippo, il 12 maggio; quella di San Nicolò, il 6 dicembre, e quella di Santa Lucia, il 13 dicembre con l'ottava. Le statue raffiguranti immagini sacre vengono portate per le strade dove assiste all'evento la folla festante. Durante le occasioni più importanti le pasticcerie di Acicatena fanno a gara per mostrare i dolci più belli. Regina delle feste è la frutta martorana, esposta in deliziose scatole di tanti colori vivaci che ne esaltano la bellezza ed i colori.
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